sabato 25 settembre 2010

giovedì 23 settembre 2010

E visto che siamo a Cuba andiamo a l'Avana

Qualche anno prima di Cayo Largo ero stata a Cuba nella parte occidentale e precisamente a Varadero, e poi un giro a l'Avana la capitale e a Trinidad.      Varadero è la tipica città turistica spiaggia bellissima, locali e tanto rum. L'Avana è una vecchia signora del 700 , ormai con il viso pieno di rughe e gli abiti, una volta di pizzi e ricchi tessuti in seta damascati , logorati dall'usura e dal tempo.  Habana , come si chiama in spagnolo è la più grande città dei Caraibi, con maestosi palazzi in architettura coloniale spagnola , ormai così , non so come definirli, scrostati ,diroccati, che danno l'impressione che debbano crollare da un momento all'altro, ma alla stesso tempo pieni di un fascino misterioso, fatto dei ricordi impressi nelle loro mura. Si , ricordi di un fasto e di una bellezza maestosa, vissuta passata e decaduta. E che dire delle macchine? Ormai famose per l'incredibile longevità, macchinone americane vecchissime ma ben tenute, riverniciate, lucidate, brillanti con il motore aggiustato con mille componenti diversi ma perfettamente funzionanti. L'atmosfera che si respira è unica, aleggia nell'aria qualcosa del passato che non vuole lasciare il posto al presente, e questa atmosfera si respira in ogni strada o vicolo, capisco Hemingway che era innamorato di Cuba ma soprattutto dell'Avana. Beviamoci un Moijto il drink preferito da questo grande scrittore, e godiamoci il fasto del passato girando per la citta a bordo dei loro simpaticissimi taxi i tuc tuc. (continua)

mercoledì 22 settembre 2010

ciao a tutti

qui sono a Jerba
Ciao a tutti! come vi va la vita? spero che questo blog vi aiuti a passare cinque minuti senza pensieri. Forse è pretendere troppo ma io cerco di fare del mio meglio.... E come diceva Edgar Alan Poe "Viaggiare è come sognare ; la differenza è che non tutti ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato."  Perciò continuate a viaggiare con me, ci sono ancora tantissimi posti dove vi posso portare e se volete lasciate un commento o iscrivetevi al mio blog.

Vent'anni che non dormo - Google Libri

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martedì 21 settembre 2010

Svegliarsi a Cayo Largo - Cuba

il mio compagno di viaggi e di vita
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in spiaggia con il trenino
Incredibile luce che ti abbaglia, il sole è così splendente e riflette i suoi raggi su di una spiaggia di coralli sminuzzati così bianca che devi stare attenta ad usare una crema protettiva molto protettiva perchè si rischia una scottatura di quelle veramente forti. E quando ti svegli in un posto così, ti senti veramente viva, in pace con il mondo, e con te stessa. Il mare è di una trasparenza che ti verrebbe voglia di berlo , oltre che immergerti. E vederti le stelle marine così vicine alla riva è un'emozione che non sempre provi anche nel più bello dei mari. tutto ciò è frutto anche del fatto che la natura è incontaminata e la spiaggia è raggiungibile solo con un trenino e poi a piedi . il turismo non era ancora arrivato quando ci sono andata io, ma penso che sia ancora così , anche grazie al fatto che ci sono solo quattro villaggi turistici e basta , non ci sono città per cui l'inquinamento non esiste.                           (continua)

YouTube - Se tu mi dimentichi- Pablo Neruda

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Il tuo sorriso - Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei

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