Quando ero piccola mi capitava spesso di passare davanti ad una casa o meglio ad una villa antica immersa in un giardino intricato, fatto di arbusti fioriti, ortensie e azalee, antiche querce e un pino che dalle dimensioni del tronco avrà avuto già allora almeno cento anni. La mia fantasia è sempre stata molto fervida, e il silenzio cupo di quel giardino, ha sempre stimolato in me una grande curiosità. Spesso mi soffermavo ad osservare attraverso le sbarre dell'enorme cancello di ferro, ormai arruginito dal tempo, gli eventuali abitanti della casa. Era una casa misteriosa, silenziosa, con le persiane chiuse tranne due al piano terreno. Forse in me è sempre esistita già da piccola quella curiosità curiosa, come la chiamo io, dell'ignoto. Si perché per me quella casa rappresentava l'ignoto, e nella mia fantasia, poteva nascondere chissà quali tesori. E poi un giorno , mi si apri il mondo davanti..... L'anziana signora che abitava in quella casa mi trovò che stavo curiosando e gentilmente, invece di sgridarmi, mi invito ad entrare. Finalmente il cancello si aprì ed io potei entrare nel giardino e nella casa misteriosa. Il mio cuore batteva fortissimo, ero eccitatissima, curiosa anche un po' intimorita. Ma come resistere alla tentazione di andare alla scoperta di qualcosa che mi incuriosiva da tempo. Accettai entrai e cominciai con una raffica di domande sui fiori , sulle piante. Le risposte erano sempre gentili, accompagnate da un piccolo racconto sulla pianta, sul fiore..... ero affascinata.. Ma ancora di più quando entrai nella casa.
Piena di mobili antichi, a volte anche un po' inquietanti, come un tavolo con i piedi di leone al posto delle normali gambe da tavolo, una vecchia armatura ai piedi di una grande scala di legno , che saliva ai piani superiori. Ero sempre a bocca aperta, cosa che mi capita anche adesso , quando vedo qualcosa che mi piace veramente , che mi trasporta in un altro mondo. Ma le sorprese non erano ancora finite. La sorpresa più grande è stata conoscere la storia di questa anziana signora , Camilla si chiamava, una grande viaggiatrice. Ogni pomeriggio i suoi racconti di viaggio mi trasportavano lontano, ampliavano a dismisura la mia curiosità sul mondo, era fantastica.. Ed è sicuramente nata in quel periodo la mia insaziabile voglia di vedere il mondo e soprattutto di vedere i luoghi di cui mi raccontava. Per parecchi anni aveva soggiornato a Parigi, e quando andai per la prima volta in questa magnifica città, la sensazione strana che provai era quella di un deja vu... ci credo, i suoi racconti erano così dettagliati e raccontati con un amore tale per le cose che aveva visto , che ti trasportava con lei nel suo mondo fino a farlo diventare mio. Purtroppo , data l'età di Camilla questo meraviglioso periodo finì, ma il ricordo dei suoi racconti e di lei è rimasto chiuso nel mio cuore e lo porto con me in ogni viaggio che faccio.
venerdì 15 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
Dubai. la città che non ha passato
Ho chiamato Dubai la città che non ha passato, perché non ci sono effettivamente edifici che testimoniano un passato, ma solo edifici a testimonianza di un futuro in continuo sviluppo. Un'altra cosa che mi ha sorpreso di Dubai è la totale assenza di donne in giro per le strade o nei mercati, si ce ne sono nei centri commerciali o nel souk delle gioiellerie ma sempre accompagnate da un uomo, sicuramente il marito o il fratello e rigorosamente coperte dal Burka, anche la faccia e le mani. Questa cosa mi ha colpita perché negli altri paesi di religione mussulmana, dove sono stata, ho visto donne velate, donne con solo il capo coperto, ma ho sempre visto donne che come noi vanno al mercato , fanno la spesa, chiacchierano fra di loro, cioè niente di diverso da noi se non l'abbigliamento. Ecco devo dire che questo mi ha fatto pensare e mi ha incuriosita, come mi ha incuriosita l'abbigliamento degli uomini rigorosamente in bianco con turbante , chiamiamolo così , in testa. La guida mi ha poi spiegato che gli uomini vestiti di bianco sono arabi degli Emirati , gli altri vestiti come noi sono emigranti che sono li per lavorare, pakistani, indiani ecc.. e le donne invece se escono di casa escono accompagnate e si dedicano ad altre cose non certamente alla spesa, naturalmente in casa sfoggiano vestiti occidentali griffati da stilisti italiani. Potere del petrolio.... Beh a noi non ci resta che andare a fare la spesa tutti i giorni e sognare, tanto i sogni non costano niente..
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Viaggio verso il futuro
C'era una volta il deserto e un paesino fatto di poche case , adesso c'è una metropoli futuristica fatta di grattacieli dorati e di specchi che riflettono la luce del sole. C'era una volta il mare silenzioso e incontaminato dal colore verde azzurro , disturbato solo dal volo dei gabbiani, adesso ci sono delle isole artificiali , popolate da palazzi e costruzioni di varie dimensioni . Questa è Dubai uno dei cinque stati degli Emirati Arabi. Sconvolgente già da quando atterri all'aereoporto, uno dei più fastosi mai visti in tutti i miei viaggi, dove già da qui l'opulenza e la dichiarata manifestazione di ricchezza e evidenziata in ogni particolare. Per una come me che ama le cose semplici, ama la natura e che come sogno massimo ambisce ad una capanna su una spiaggia deserta, trovarsi di fronte a questa modernità così eccessiva è stato traumatico. E poi che dire della presenza di innumerevoli centri commerciali enormi con pavimenti di marmo e dorature ai soffitti e fontane e ascensori e scalinate e vetrine strapiene di oggetti di abbigliamento firmato.. Per fortuna che appena fuori da Dubai c'è e ci sarà sempre la quiete e il silenzio del deserto. Deserto meraviglioso dalla sabbia, in certi punti con riflessi rosa, e poi il deserto roccioso di montagna che ti porta fino al confine con l'Oman. li , nel deserto , si che assapori il piacere della vita, e li che ammiri la potenza della natura, quando un piccolo arbusto riesce a crescere nonostante tutto o quando nascosta tra le rocce scopri una pozza di acqua sorgiva trasparente e freschissima , nelle cui acque puoi bagnarti , e il godimento che provi in quel momento, dopo aver sopportato un caldo infernale, non ha uguali.
mercoledì 13 ottobre 2010
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